{"id":4452,"date":"2018-03-19T14:43:04","date_gmt":"2018-03-19T14:43:04","guid":{"rendered":"http:\/\/banimabanim.org\/emilian\/"},"modified":"2018-07-17T11:26:10","modified_gmt":"2018-07-17T11:26:10","slug":"emilian","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/banimabanim.org\/it\/emilian\/","title":{"rendered":"Emilian"},"content":{"rendered":"<p>[vc_row][vc_column][vc_column_text]Caro angelo,<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>buongiorno! Mi chiamo Emilian, ho tredici anni, faccio la seconda media e sono in questa famiglia, in questo Centro, da cinque mesi.<\/p>\n<p>Abitavo in campagna, ma aspetta, caro angioletto, mi sono fermato e ho pensato: \u201cSto parlando a un angelo?\u201d. Posso chiederti una cosa? Come stanno i miei nonni? Aspetter\u00f2 una risposta, ma molto probabilmente arriver\u00e0 nel mio cuore.<\/p>\n<p>Ti dicevo che abitavo in campagna, ma i miei nonni si sono spenti. Siamo stati cresciuti da loro da quando eravamo piccoli, neanche mi ricordo da quando, da sempre; quel posto \u00e8 stata la mia casa, non credo di averne avuta un\u2019altra.<\/p>\n<p>Aiutavo sempre il nonno nei lavori dei campi, nell\u2019orto e con gli animali, che erano nostri e che ci facevano mangiare. Avevamo una casa piccola con due camere di cui una tutta mia, avevo una tv e tante foto attorno a me, che mi piaceva tenere in una vetrinetta.<\/p>\n<p>La mamma era sempre al lavoro all\u2019estero, la vedevo raramente e non mi sono affezionato a lei, anche se lei non desiderava questo. I nonni erano tutto per noi. Il pap\u00e0 non l\u2019ho conosciuto, ma per me il nonno era il mio vero pap\u00e0, cos\u00ec l\u2019ho sempre considerato. La povert\u00e0 e le disgrazie li hanno messi subito sotto terra, e dopo la loro morte, all\u2019inizio del 2017, per noi \u00e8 stato molto molto difficile, praticamente mangiavamo grazie ai vicini.<\/p>\n<p>Non lo dimenticher\u00f2 mai: mio nonno \u00e8 morto tra le mie braccia. La mamma era tornata dall\u2019estero, il nonno era triste perch\u00e9 non ci portava mai niente. Hanno litigato in maniera molto forte, il nonno ha detto alla mamma di cercarsi un lavoro, di diventare responsabile, di fare qualcosa per noi. La mamma gli ha detto delle parole pesanti, piene di odio e il nonno ha avuto un infarto. \u00c8 morto tra le mie braccia. Lo tenevo talmente stretto, non volevo lasciarlo, sentivo che lo stavo perdendo. E cos\u00ec poi \u00e8 stato! In pochi istanti Dio l\u2019ha preso con s\u00e9. La nonna si \u00e8 spenta tre mesi dopo, e a causa della preoccupazione per noi, della povert\u00e0 e delle difficolt\u00e0 si \u00e8 ammalata di cancro, per cui si prendeva cura di noi con molta difficolt\u00e0. Con me non era un problema, ero il suo sostegno, ma le mie due sorelle di sei e undici anni erano pi\u00f9 piccole.<\/p>\n<p>Non avevamo pi\u00f9 nessuno disposto a prendersi cura di noi, ci lavavamo i vestiti da soli, a casa facevamo tutto da soli ,ma ci era molto difficile e aspettavamo tutti i giorni che qualcuno ci portasse da mangiare. I vicini hanno messo in allerta il Tribunale dei minori e ci hanno tolto dalla nonna, che si \u00e8 spenta dopo un mese.<\/p>\n<p>\u00c8 stato un giorno difficile per me, tutto ruotava attorno a noi e alla domanda: \u201cChe cosa ci succeder\u00e0?\u201d. Rimanevamo solo io e i miei fratelli. Siamo arrivati in un centro di emergenza, soffrivamo tantissimo e dei due primi giorni non mi ricordo altro che gli occhi e le mani bagnati di lacrime. Allora ho sentito che stava crollando un mondo, che finiva qualcosa e non sapevo che cosa sarebbe iniziato. L\u00ec le persone erano gentili, ma non avevano alcun sentimento per noi, era il loro lavoro e noi i loro assistiti.<\/p>\n<p>Non sentivamo pi\u00f9 l\u2019affetto del nonno e della nonna.<\/p>\n<p>Pian piano ci siamo abituati e le persone si sono interessate alla nostra situazione. Venivano, ci guardavano, ma noi rimanevamo l\u00ec. Ci chiedevano sempre: \u00abCome state?\u00bb, \u00abCosa fate?\u00bb. Con difficolt\u00e0 trovavamo le parole. Con difficolt\u00e0 comunicavamo con le persone, come se non sapessimo parlare, eravamo arrabbiati e nessuno ci capiva.<\/p>\n<p>Un giorno l\u2019educatrice ci ha detto di vestirci bene perch\u00e9 forse sarebbe venuto qualcuno a prenderci. Non avevamo pi\u00f9 speranza, eravamo gi\u00e0 passati attraverso quel tipo di esperienza. Ci ha messi tutti e tre in una sala, c\u2019era tanto silenzio e non sapevamo cosa sarebbe successo. A un certo punto \u00e8 arrivata Moni, ci ha guardati con tenerezza, non ci ha chiesto niente e ha soltanto sorriso. Ci ha fatto una carezza sul volto e ci ha detto: \u00abAndr\u00e0 bene!\u00bb. C\u2019\u00e8 stato qualcosa di diverso, non abbiamo subito un interrogatorio per vedere che avevamo anche noi i nostri difetti e cos\u00ec rifiutarci.<\/p>\n<p>Moni ha proposto alla signora del Centro d\u2019urgenza di lasciarci da lei a casa per due ore, ma ovviamente non era permesso. Ci ha guardati e ci ha promesso che ci avrebbe preso a casa sua. I giorni non passavano pi\u00f9, Moni non veniva e noi chiedevamo sempre di lei. Ci dicevano che la situazione sarebbe durata a lungo, che saremmo andati in Tribunale.<\/p>\n<p>\u00c8 arrivato il giorno in cui Moni ci ha presi solo due ore, di pi\u00f9 non si poteva. Ci piaceva tutto, abbiamo sentito che stavamo andando verso una famiglia. Non volevo pi\u00f9 che finisse, avevo un nuovo cammino aperto. Non avevo paura!<\/p>\n<p>Ci sono voluti quattro mesi perch\u00e9 il Tribunale decidesse che potevamo stare legalmente da Moni. Mi ricordo quel giorno. Una signora giudice ci ha chiesto se noi volevamo stare l\u00ec, noi abbiamo sorriso e risposto di s\u00ec. Allora abbiamo creduto che saremmo partiti subito, ma la signora del Tribunale ci ha avvertiti che ci sarebbe voluto ancora tempo. Moni ci ha accarezzato il volto e ci ha detto: \u00abManca poco!\u00bb. Ha detto qualcosa alla signora giudice e le ha chiesto di darci il decreto d\u2019urgenza per andare via prima possibile.<\/p>\n<p>E cos\u00ec \u00e8 stato! Qui ho una casa e qui crescer\u00f2!<\/p>\n<p>In futuro vorrei fare il meccanico, a casa di mio nonno aggiustavo io le ruote del carretto. Vorrei avere un lavoro, guadagnarmi il pane e cavarmela da solo. Vorrei anche crearmi una famiglia, offrire ai miei figli un\u2019educazione e il diritto alla vita, vorrei farli felici. Desidero non fare gli errori che ha fatto la mamma da giovane, avr\u00f2 cura dei miei figli e, per quanto difficile potr\u00e0 essere, li terr\u00f2 accanto a me.<\/p>\n<p>La mamma la vedo ogni tanto, Moni \u00e8 arrivata a pagarle il viaggio per venire da noi, ma lei si \u00e8 dimenticata dei nostri compleanni, talvolta si dimentica di tutto. Moni dice di non giudicarla e cos\u00ec far\u00f2, anche se nel mio cuore mi dico che non voglio vederla pi\u00f9.<\/p>\n<p>Grazie del tempo che hai dedicato per leggermi![\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row]<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[vc_row][vc_column][vc_column_text]Caro angelo, &nbsp; buongiorno! Mi chiamo Emilian, ho tredici anni, faccio la seconda media e sono in questa famiglia, in questo Centro, da cinque mesi. 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